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 19/09/2026 [ Master e alta formazione ](/master-e-alta-formazione) 

La scelta dell'ateneo o del corso di laurea non si basa solo sul merito accademico, ma passa inevitabilmente dalla sostenibilità economica del percorso. Per molti studenti e famiglie, le rette universitarie e i costi di vitto e alloggio rappresentano una sfida concreta. Per questo motivo, lo Stato e l'INPS mettono a disposizione una serie di strumenti di welfare: le borse di studio a fondo perduto e il cosiddetto Bonus Supermedia, che è in realtà una detrazione fiscale e non un assegno diretto.

Confondere questi due strumenti è un errore comune che può far perdere denaro. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le regole in vigore per l'anno 2026, chiarendo i requisiti di reddito, i punteggi da rispettare e le differenze tra un contributo mensile e un bonus sulla dichiarazione dei redditi.

## La differenza sostanziale tra borsa di studio e detrazione fiscale

Per orientarsi nel complesso sistema dei contributi per studenti, la prima distinzione da fare è quella tra la **borsa di studio** vera e propria e il **Bonus Supermedia**. La borsa di studio è un contributo a fondo perduto, erogato dall'INPS, che viene depositato direttamente su un conto corrente o un libretto postale dell'interessato. Non va indicato nella dichiarazione dei redditi come reddito, poiché non è soggetto a tassazione.

Il Bonus Supermedia, al contrario, è una **detrazione d'imposta** dal reddito lordo. Questo significa che lo Stato non ti dà i 1.300 euro direttamente, ma li sottrae dall'importo delle tasse che dovresti pagare. Per usufruirne, è necessario presentare la dichiarazione dei redditi. La differenza pratica è cruciale: se un genitore non ha un'irraggioria imponibile sufficiente, il Bonus Supermedia potrebbe non essere mai fruito o essere rimborsato solo parzialmente, mentre la borsa di studio è un'entrata certa se [si possiedono i requisiti](https://www.prestiti-inpdap.com/inpdap-borse-di-studio/ "Borse studio INPS requisiti 2026").

## Requisiti ISEE e reddito: chi può accedere al contributo

L'accesso alle agevolazioni universitarie è legato strettamente alla situazione economica del nucleo familiare. Per l'anno accademico 2026, i valori soglia restano agganciati all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) ordinario e al reddito familiare. La regola fondamentale è che la **retta minima** del corso di laurea deve essere superiore all'ISEE familiare per poter aver diritto alle agevolazioni. Se l'ISEE è inferiore alla retta minima, lo studente paga la retta minima e ha diritto a tutte le agevolazioni.

Per ottenere la borsa di studio piena, l'ISEE deve rientrare in fasce specifiche, solitamente inferiori ai 15.000-16.000 euro, a seconda dell'ateneo. Per il Bonus Supermedia, invece, si guarda al reddito complessivo dichiarato dai genitori, che deve essere inferiore ai 40.000 euro. È fondamentale presentare l'attestazione ISEE aggiornata all'anno di riferimento; senza questo documento, l'INPS non potrà valutare la domanda e lo studente sarà costretto a [pagare la retta intera](https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.borse-di-studio-supermedia-per-scuola-secondaria-di-primo-e-secondo-grado.html "Scheda INPS Bonus Supermedia").

## Il Bonus Supermedia: importi e meccanismi di calcolo

Il Bonus Supermedia, previsto dal Decreto Legge 4/2024, è un'agevolazione che copre i costi sostenuti per la frequenza di corsi di laurea, laurea magistrale o master. L'importo massimo detraibile è di 1.300 euro. Questo bonus si applica ai corsi a pagamento, cioè quelli in cui si paga una retta, ed è utilizzabile per i soli anni di corso in cui lo studente è regolarmente iscritto e assolve agli obblighi minimi di crediti o anni di corso.

La detrazione è ripartita al 65% a carico del genitore che presenta la domanda e al 35% all'altro genitore, se anche quest'ultimo ha reddito imponibile. Nel caso di studenti orfani o non conviventi con i genitori, la detrazione spetta interamente allo studente stesso. L'importo è fisso: non dipende dall'ISEE, ma esclusivamente dal rispetto del tetto di reddito e dall'effettivo pagamento della retta universitaria.

## Borse di studio e crediti formativi: i punteggi da rispettare

La borsa di studio INPS non si ottiene solo con il reddito: bisogna anche dimostrare la **serietà accademica**. Ogni ateneo definisce i requisiti di merito, ma la logica è trasversale. Per i corsi di laurea triennale, di solito è necessario aver acquisito almeno 12 crediti formativi universitari (CFU) entro una certa scadenza, o aver superato almeno 18 crediti in caso di primo anno di corso. Per la laurea magistrale, la soglia si abbassa a 24 o 12 crediti a seconda del secondo anno.

Se lo studente non raggiunge questi limiti minimi di crediti, perde il diritto alla quota mensile della borsa di studio, ma potrebbe mantenere alcune agevolazioni sulla retta (come la riduzione della quota II e III), a seconda del regolamento specifico dell'università. I crediti vanno conteggiati su tutto il percorso di studi, non solo sull'anno in corso, il che offre una certa flessibilità a chi è in ritardo con il piano di studi.

Confronto tra Borsa di Studio e Bonus Supermedia per l'anno 2026
| Caratteristica | Borsa di Studio INPS | Bonus Supermedia |
|---|---|---|
| Natura | Contributo a fondo perduto | Detrazione fiscale dal reddito |
| Importo massimo | Varia per ateneo (es. 5.000-8.000 euro) | 1.300 euro |
| Requisito economico | ISEE inferiore a soglia (es. 15.000 euro) | Reddito genitori inferiore a 40.000 euro |



## Scadenze e procedura per la domanda 2026

La tempistica è il fattore che più spesso compromette l'accesso ai fondi. Le domande per le borse di studio e le agevolazioni universitarie devono essere presentate **in un'unica finestra temporale** indicata dall'INPS, che solitamente si apre nei mesi di settembre e si chiude tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. L'accesso avviene tramite il portale INPS utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS.

Per il Bonus Supermedia, non c'è una scadenza unica come per l'INPS, ma la detrazione va dichiarata nel periodo d'imposta successivo a quello di iscrizione. Per l'anno accademico 2026, la detrazione sarà quindi utilizzabile nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2027 per i pagamenti avvenuti nel 2026. È importante conservare le ricevute del pagamento della retta, poiché serviranno a comprovare la spesa in caso di controllo fiscale o in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

## Consigli pratici per non perdere i fondi

Per sfruttare al meglio questi strumenti, è consigliabile agire con anticipo. In primo luogo, verificare l'ISEE del nucleo familiare già a giugno o luglio, così da poterlo integrare o aggiornare se la situazione è cambiata. In secondo luogo, consultare il sito dell'ateneo di destinazione per leggere il bando specifico: ogni università può avere soglie ISEE leggermente diverse o requisiti di merito più o meno rigidi.

Infine, attenzione al vincolo di reddito del Bonus Supermedia: se i genitori hanno redditi alti ma l'ISEE è basso per via di patrimoni immobiliari o altre componenti, la borsa di studio potrebbe non spettare, mentre il bonus fiscale sì, o viceversa. Conoscere le proprie due "carte" (ISEE e reddito) permette di pianificare il percorso di studi senza sorprese economiche all'ultimo momento.



 



 

 

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