La formazione professionale italiana si prepara ad affrontare una delle sfide centrali dei prossimi anni: integrare in modo strutturato le competenze digitali nei percorsi che conducono al mondo del lavoro. Non si tratta più di aggiungere un modulo di informatica di base, ma di rielaborare l'intero impianto didattico per rispondere a un mercato del lavoro che richiede, anche per i profili tecnici e operativi, una padronanza sicura degli strumenti digitali e, in alcuni casi, delle basi della programmazione e dell'intelligenza artificiale.
In questo scenario si inserisce l'iniziativa dell'Indire, l'Istituto Nazionale per la Documentazione, l'Innovazione e la Ricerca nella Scuola, che propone un laboratorio online nell'ambito della EU Code Week, la settimana europea del codice promossa dalla Commissione Europea. L'evento, fissato per il 1° ottobre 2026, è rivolto in via prioritaria a docenti e formatori della VET (Vocational Education and Training), il settore della formazione e dell'istruzione professionale. Non è una lezione frontale, ma un'attività di condivisione e co-progettazione pensata per chi ogni giorno lavora in aula con studenti che devono acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Perché le competenze digitali non sono più opzionali nella VET
La digitalizzazione ha trasformato i requisiti di ingresso in quasi tutti i settori produttivi. I dati delle grandi aziende, dai gruppi logistici ai produttori industriali, confermano che la capacità di gestire dati, usare piattaforme cloud e interagire con sistemi automatizzati è diventata una pré-requisit per posizioni che fino a pochi anni fa richiedevano solo un diploma o una qualifica. Anche nei concorsi pubblici, le prove preselettive e gli elaborati richiedono ormai la familiarità con l'ambiente digitale, dalle procedure telematiche alla gestione dei documenti.
Per il formatore della formazione professionale, questo significa che il percorso non può più limitarsi all'insegnamento delle tecniche specifiche del mestiere. È necessario inserire trasversalmente la competenza digitale in ogni ambito, dalla logistica al turismo, dalla meccanica alla grafica. La sfida non è tecnica, ma progettuale: come si integra il coding, la data literacy e l'uso critico dell'intelligenza artificiale in un corso di qualifica triennale o in un percorso ITS (Istituti Tecnici Superiori)?
L'EU Code Week risponde a questa domanda offrendo una cornice europea di riferimento e una comunità di pratica. Non si tratta di certificare, ma di condividere buone pratiche, strumenti e metodologie che funzionano in contesti reali, con studenti che spesso hanno percorsi scolastici complessi e bisogni educativi specifici.
Cosa offre il laboratorio online del 1° ottobre
L'attività proposta dall'Indire per il primo ottobre è un laboratorio online, accessibile a docenti e formatori della formazione professionale. L'approccio è interattivo e collaborativo: i partecipanti sono invitati a portare le proprie esperienze, le difficoltà incontrate in aula e le soluzioni adottate per introdurre il coding e le competenze digitali nei propri percorsi.
Il laboratorio si colloca all'interno della più ampia EU Code Week, che prevede centinaia di attività in tutta Europa, dai contesti scolastici universitari al mondo del lavoro. Per i formatori della VET, l'interesse specifico risiede nella possibilità di:
- Confrontarsi con colleghi di altre regioni e di altri stati membri dell'Unione Europea, confrontando approcci didattici diversi;
- Conoscere strumenti open source e piattaforme gratuite per insegnare le basi della programmazione e del pensiero computazionale;
- Esplorare il legame tra coding e intelligenza artificiale, un tema centrale per i profili emergenti come data analyst junior o tecnici della manutenzione predittiva;
- Raccogliere spunti per la progettazione di moduli di apprendimento che possano essere inseriti nei percorsi di qualifica o nei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento).
La partecipazione è pensata per essere compatibile con il carico di lavoro dei formatori: si tratta di un incontro online, con materiali di supporto disponibili in seguito. Non è richiesto un livello avanzato di competenze di programmazione: l'obiettivo è metodologico, non tecnico. È il formatore che deve essere in grado di guidare lo studente verso la comprensione dei processi logici, non di scrivere codice da solo.
Il legame con i percorsi ITS e le qualifiche professionali
Il contesto in cui si muove questo laboratorio è quello di una formazione professionale in forte evoluzione. I percorsi ITS, ad esempio, richiedono un'articolazione di competenze che va ben oltre la qualifica tradizionale. Gli studenti che frequentano un ITS in automazione industriale o in tecnologie digitali per il patrimonio culturale devono avere una base solida di competenze informatiche, che spazia dalla gestione dei database alla modellazione 3D, fino all'analisi dei dati.
Per questi percorsi, il coding non è un'aggiunta, ma un componente strutturale. Il laboratorio dell'Indire offre l'occasione per confrontarsi su come inserire queste competenze in modo progressivo, senza appesantire il carico didattico, ma rendendole trasversali. Un esempio concreto: in un percorso per tecnici del marketing digitale, la capacità di interpretare i dati di un sito web (data analytics) è fondamentale quanto la creatività nella produzione di contenuti. Entrambe le competenze possono essere insegnate attraverso attività di coding e di analisi dei dati.
Inoltre, il riferimento all'EU Code Week inquadra l'attività in una cornice europea che favorisce la mobilità e il riconoscimento delle competenze. Per le scuole e gli enti di formazione, partecipare a iniziative europee significa anche rafforzare il proprio posizionamento nel sistema formativo nazionale, mostrando un impegno concreto verso l'aggiornamento e l'innovazione.
Come partecipare e cosa aspettarsi dalla giornata
Il laboratorio si terrà il 1° ottobre 2026 in modalità online. La partecipazione è aperta a docenti e formatori della formazione professionale, inclusi gli insegnanti degli istituti tecnici, degli istituti professionali e degli enti accreditati per la formazione continua. Non è richiesta una preiscrizione complessa: le modalità di accesso sono comunicate attraverso i canali ufficiali dell'Indire e delle reti regionali della formazione.
Durante l'incontro, i partecipanti potranno:
- Partecipare a sessioni interattive di condivisione di pratiche didattiche;
- Accedere a una biblioteca di risorse digitali, tra cui guide metodologiche, video tutorial e attività pronte da usare in aula;
- Creare reti di contatto con altri formatori, utili per lo scambio di materiali e per la co-progettazione di futuri moduli formativi;
- Conoscere le opportunità di finanziamento a livello europeo e nazionale per progetti di innovazione didattica nel settore VET.
Non si tratta di un evento conclusivo, ma di un punto di partenza. L'Indire prevede altre attività nell'ambito della Code Week e nei mesi successivi, per accompagnare i formatori nell'implementazione delle competenze acquisite. Per chi ha già inserito il coding nei propri corsi, è l'occasione per confrontare i risultati e migliorare l'approccio; per chi è all'inizio, è il primo passo concreto per capire come farlo.
Le competenze richieste dai datori di lavoro: un quadro concreto
Perché investire tempo in una formazione sulle competenze digitali? Perché è ciò che i datori di lavoro chiedono. Le aziende, dalle grandi multinazionali alle piccole e medie imprese, cercano profili che sappiano usare il computer non solo come strumento, ma come interlocutore. La capacità di creare una macro in Excel per automatizzare un report, di usare un foglio di calcolo per analizzare i dati di vendita o di capire il funzionamento di base di un'intelligenza artificiale generativa, sono competenze che distinguono un candidato dall'altro, anche a livello di diplomato o qualifica.
Le fonti di lavoro disponibili indicano che, anche per le posizioni tecniche, la competenza digitale è ormai un requisito esplicito. I concorsi pubblici, ad esempio, includono prove informatizzate e richiedono la conoscenza di base dei sistemi gestionali. Le aziende private, dai gruppi del settore logistico a quelli dell'ospitalità, formano i nuovi assunti, ma aspettano che abbiano una base solida. Per il formatore, questo significa che il ruolo di ponte tra scuola e lavoro è più cruciale che mai: deve preparare lo studente a entrare in un ambiente di lavoro digitale, non a subirlo.
Il laboratorio del 1° ottobre è un'occasione concreta per fare questo ponte. Non offre una soluzione unica, ma un metodo per costruire insieme, con i colleghi, un percorso che sia alla altura delle richieste del mercato e della sfida della digitalizzazione.