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 13/09/2026 [ Normativa e settore ](/normativa-e-settore) 

Nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 9 settembre 2026 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica del 7 agosto 2026: con esso lo Stato autorizza il Ministero dell'Istruzione e del merito a immettere in ruolo a tempo indeterminato, per l'anno scolastico 2026/27, un totale di 61.998 unità di personale scolastico. La decorrenza giuridica delle assunzioni è fissata al 1° settembre 2026: si tratta del più grande piano di reclutamento degli ultimi dieci anni, e per la prima volta copre in un unico provvedimento l'intera catena del personale, dai dirigenti scolastici ai collaboratori scolastici. Il decreto, registrato alla Corte dei conti il 24 agosto, porta con sé una condizione tecnica precisa, che ne limita la portata: le assunzioni possono avvenire esclusivamente sui posti effettivamente vacanti e disponibili, attingendo da graduatorie valide.

## Tutti i posti autorizzati, ruolo per ruolo

Il decreto ripartisce il contingente tra le cinque categorie professionali della scuola. Il quadro complessivo, a confronto con le richieste avanzate dal MIM al Ministero dell'Economia e delle Finanze, è questo:

Contingente di immissioni in ruolo autorizzato per l'a.s. 2026/27 (DPR 7 agosto 2026, in Gazzetta Ufficiale il 9 settembre 2026)
| Categoria | Posti autorizzati | Note principali |
|---|---|---|
| Dirigenti scolastici | 365 | di cui 19 trattenimenti in servizio; il MIM ne aveva chiesti 382 |
| Docenti | 46.642 | di cui circa 10.810 sul sostegno; richiesta iniziale 47.115 |
| Personale educativo | 79 | a fronte di 623 posti vacanti e disponibili |
| Insegnanti di religione cattolica | 2.628 | 991 per infanzia e primaria, 1.637 per il secondo ciclo |
| Personale ATA | 12.284 | di cui 388 funzionari di elevata qualificazione (ex DSGA) |
| Totale | 61.998 | decorrenza giuridica 1° settembre 2026 |



Il dato aggregato — oltre 62.000 unità — non va letto però come 62.000 nomine automatiche. Come vedremo, tra il numero autorizzato e il numero effettivo di assunzioni interverrà sempre il filtro dei posti disponibili.

## Docenti: 46.642 posti, con un peso storico del sostegno

La quota più consistente del piano riguarda il corpo docente. Il MIM aveva chiesto l'autorizzazione su 47.115 posti vacanti e disponibili; sottratti gli 473 esuberi e gli accantonamenti previsti dal MEF, l'autorizzazione si è fermata a 46.642 unità. All'interno di questo numero il posto di sostegno occupa una quota rilevante: circa 10.810 posti, quasi 11.000, una cifra che riflette la domanda strutturale di inclusione e che conferma la tendenza degli ultimi anni, in cui il sostegno ha assorbito una quota crescente del reclutamento ordinario.

Le operazioni 2026/27 si reggono su un impianto di decreti e avvisi già in corso: il decreto ministeriale n. 136 del 16 luglio 2026 e il decreto n. 68 del 22 aprile 2026, con gli avvisi n. 11.321 del 29 aprile e n. 20.362 del 5 agosto 2026, che comprendono anche le procedure di reclutamento "per chiamata" della prima fascia GPS del sostegno, con l'elenco delle disponibilità pubblicato ad agosto. Le nomine definitive, con l'espressione delle preferenze di sede, si concludono sulla piattaforma di informatizzazione delle nomine in ruolo del MIM, con l'obiettivo che il personale sia effettivamente in servizio dal 1° settembre.

## ATA e dirigenti: le cifre definitive

Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario il MEF ha autorizzato 12.284 unità, sette in meno delle 12.291 richieste, per gli esuberi rilevati nell'area dei funzionari. Il decreto ministeriale n. 166 del 7 agosto 2026 ripartisce il contingente: 388 posti per l'area dei funzionari di elevata qualificazione — la figura che sostituisce il DSGA — da assegnare tra i vincitori della procedura valutativa di progressione (DDG 1897/2024, 270 posti) e del concorso ordinario (DDG 3122/2024, 118 posti), su 989 disponibilità complessive. Per gli altri profili la suddivisione è: 2.623 assistenti amministrativi, 824 assistenti tecnici, 8.379 collaboratori scolastici, 17 operatori delle aziende agrarie, 36 guardarobieri, 2 cuochi e 3 infermieri.

Sul fronte territoriale i pesi massimi sono la Lombardia, la Campania, l'Emilia-Romagna e il Piemonte: per i collaboratori scolastici, ad esempio, il contingente maggiore va alla Campania (2.629 posti), seguita da Lombardia (1.814), Veneto (878) e Lazio (811). Le operazioni di nomina ATA sono partite a metà agosto sulla piattaforma Istanze Online, con gli avvisi pubblicati dagli uffici scolastici territoriali. Per i dirigenti scolastici l'autorizzazione è di 365 unità — comprese 19 posizioni per trattenimento in servizio — a fronte di 306 cessazioni previste al 1° settembre e di 346 posti vacanti e disponibili: un rapporto che lascia intuire margini ancora aperti per il 2027/28.

## La parte sottile: posti disponibili, graduatorie, rendicontazione

Tre aspetti del provvedimento meritano attenzione da parte di segreterie, uffici di direzione e candidati. Primo: l'autorizzazione non è una quota di assunzione piena. Il Ministero può immettere in ruolo solo sui posti che risultano effettivamente vacanti e disponibili per l'intero anno scolastico, dopo mobilità, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Secondo: la decorrenza economica decorre dalla presa di servizio effettiva, non dal 1° settembre, con conseguenze dirette sulla retribuzione dei primi mesi. Terzo: il MIM dovrà trasmettere entro il 31 dicembre 2026 alla Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio e al MEF i dati sul personale effettivamente assunto, in un meccanismo di rendicontazione che chiude il cerchio sull'effettivo assorbimento delle facoltà. Per le scuole significa che l'organico definitivo del 2026/27 si consoliderà soltanto in autunno; per i candidati, trovarsi in graduatoria resta una condizione necessaria ma non sufficiente, perché il filtro ultimo è la sede che si libera davvero.

## Dopo la nomina: vincoli, anno di prova, abilitazione

Per il personale docente neo-assunto le regole del primo anno sono note ma meritano richiamo. L'accettazione della sede assegnata va confermata entro cinque giorni dall'assegnazione, con termine spostato al 1° settembre quando l'assegnazione avviene dal 28 agosto in avanti: la mancata conferma determina la decadenza dalla procedura. La sede scelta comporta in genere un vincolo triennale, con deroghe di mobilità; per i posti di sostegno il vincolo si estende a cinque anni. L'anno di formazione e prova, disciplinato dal decreto ministeriale 226/2022, richiede almeno 180 giorni di servizio — di cui non meno di 120 in attività didattiche — e 50 ore di formazione (incontri, laboratori, attività peer to peer e formazione online), con un tutor dedicato e un colloquio finale davanti al Comitato di valutazione, il cui parere accompagna la decisione del dirigente.

Due binari speciali vanno tenuti d'occhio. I docenti reclutati dalla prima fascia GPS sostegno con il decreto-legge 44/2023, superata la formazione e prova, sostengono entro il 15 luglio una lezione simulata davanti a un comitato integrato da un componente esterno: l'esito positivo porta alla conferma in ruolo con decorrenza dall'assunzione a tempo determinato, quello negativo alla decadenza. Per i vincitori dei concorsi PNRR privi di abilitazione, l'assunzione iniziale avviene con contratto a tempo determinato e l'abilitazione va conseguita entro il 31 agosto 2027: una scadenza che, se sfumata, mette a rischio la nomina stessa. La sintesi delle scadenze operative, dalla scelta della sede alla presa di servizio, è raccolta nella [guida FLC CGIL per i neo-assunti](https://lentepubblica.it/scuola/immissioni-in-ruolo-2026-2027-la-guida-completa-flc-cgil/ "Guida completa FLC CGIL alle immissioni in ruolo 2026/27: sedi, prese di servizio, vincoli").

## Cosa cambia per le scuole, per gli studenti e per le famiglie

Le ricadure del piano escono dai singoli carriere per incidere sull'organizzazione concreta degli istituti. Per le segreterie e i dirigenti, l'arrivo dei contingenti ATA ripartiti in provincia — le tabelle allegate al decreto n. 166 — consente di pianificare i primi mesi dell'anno con numeri definitivi: le posizioni di funzionari, assistenti amministrativi e collaboratori per ogni istituto sono ormai quantificabili, e i divari tra richiesta e autorizzazione (sette unità ATA, 473 docenti) indicano dove le scuole dovranno gestire l'anno con meno personale del previsto. Per famiglie e studenti, le 46.642 immissioni docente — e le circa 10.810 sul sostegno — significano meno rotazione in classe: una condizione concreta di continuità del percorso didattico e di efficacia dei Piani educativi individualizzati, soprattutto nel primo anno in cui l'assetto del team docente è ancora da assestarsi. Per il mondo delle scuole private e paritarie, un pubblico che assume stabilmente su larga scala è un parametro di riferimento per il mercato del personale insegnante: la tensione sul reclutamento di profili qualificati dovrebbe ridursi, con effetti da tenere presenti nella pianificazione degli organici e nelle condizioni contrattuali offerte.

## Prossimi passi: le disponibilità e la verifica di dicembre

La fase operativa è già in corso: per i docenti le elenchi delle disponibilità per provincia, incluse le procedure "per chiamata" del sostegno, vengono aggiornati sul sito ministeriale, dove la [pagina dedicata alle immissioni in ruolo](https://www.mim.gov.it/immissioni-in-ruolo "Pagina ufficiale MIM con decreti, avvisi e archivio delle immissioni in ruolo 2026/27") raccoglie decreti, avvisi e la piattaforma di informatizzazione delle nomine. Chi in questa tornata non ottiene la nomina segue i calendari di mobilità e utilizzazioni: le rinunce, le cessazioni e i posti rimasti scoperti (il caso del personale educativo, con 79 assunzioni su 623 disponibilità, è l'esempio più netto) alimentano le operazioni dell'anno successivo. Il vero termometro del piano, però, sarà l'inverno: i dati sulle assunzioni effettivamente realizzate che il MIM dovrà trasmettere entro il 31 dicembre alla Presidenza del Consiglio diranno quanti di questi 61.998 posti autorizzati si sono tradotti in contratti stabili, e quanto il 2026/27 sarà davvero l'anno in cui il precariato scolastico ha iniziato a ridursi in modo strutturale.



 



 

 

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